Leggere è un viaggio

 Perché non riesco a fare "scalo" in più mondi contemporaneamente?

Esiste un momento magico, quando apriamo un libro, in cui il rumore del mondo esterno sfuma. Le pareti della stanza scompaiono e, improvvisamente, ci ritroviamo altrove. Per me, leggere non è un passatempo: è un’immersione totale. È come varcare una soglia e chiudersi la porta alle spalle.

Proprio per questo, c’è una tendenza nel mondo dei lettori che non riesco a comprendere: la lettura simultanea.

Come si fa a vivere in tre mondi diversi?

Mi chiedo spesso: come fanno quelle persone che portano avanti tre o quattro libri contemporaneamente? Come riescono a immergersi davvero in una storia se, dopo poche pagine, staccano la spina per collegarsi a un’altra realtà? Per me, leggere è come guardare un film. Immaginate di sedervi sul divano, far partire un thriller mozzafiato, metterlo in pausa dopo trenta minuti per guardare l'inizio di una commedia romantica, e poi interrompere anche quella per iniziare un documentario storico... per poi tornare al thriller.

Non sarebbe frustrante? Non si perderebbe quel filo invisibile, quella tensione emotiva che solo la continuità può dare?

Il rischio del "turismo letterario"

Quando leggo, io non voglio essere una turista che scatta due foto e scappa via. Voglio essere residente di quella storia. Voglio conoscere ogni angolo di quel mondo, sentire la voce dei personaggi nella mia testa anche quando non ho il libro in mano.

Se divido la mia attenzione tra più volumi, ho la sensazione di:

  • Frammentare l'emozione: Il legame con i protagonisti si indebolisce.

  • Confondere le atmosfere: I toni di un autore finiscono per sovrapporsi a quelli di un altro.

  • Rendere la lettura una performance: A volte sembra che importi più "quanti" libri leggiamo piuttosto che "come" li viviamo.

Capisco che viviamo nell'era del multitasking, dove facciamo mille cose insieme. Ma il libro dovrebbe essere l'ultima frontiera della lentezza e dell'esclusività. Quando sono immersa in una lettura profonda, non sento il bisogno di altro. Quel mondo mi basta.

E voi, come fate?

Ora mi rivolgo a voi, lettori "multipli": come fate a non perdere la bussola? Come riuscite a mantenere intatta la magia di un racconto se lo spezzettate continuamente? Fatemelo sapere nei commenti, perché per me rimane uno dei più grandi misteri del mondo dei libri.

Quando un libro ti "sequestra" (anche se non è il tuo genere)


A conferma di quanto vi dicevo, in questi giorni mi sta succedendo qualcosa di particolare. Sto leggendo "Scintille di Mare" di Andreea Sipatchin. Se devo essere sincera, non è esattamente il mio genere abituale, ma ho deciso di tuffarmici dentro con tutti i presupposti positivi
E sapete cosa è successo? Sono stata letteralmente rapita.
In questo momento non sono seduta alla mia scrivania: sono avvolta dalle atmosfere del libro, e giuro che riesco quasi a sentire il profumo delle focaccine di Agatha che fluttua nell'aria. È una sensazione così vivida e totale che l'idea di aprire un altro libro in contemporanea mi sembrerebbe un sacrilegio.
Perché dovrei voler uscire da quella cucina, o allontanarmi dai pensieri di Sophie, per andare a confondermi in un'altra trama?
La recensione arriverà, ma con i miei tempi.
Non voglio correre. Mi sto godendo ogni pagina, proprio perché credo che ogni storia meriti il suo spazio esclusivo. Farò una recensione personale non appena avrò voltato l'ultima pagina, ma per ora posso dirvi questo: la bellezza della lettura sta proprio nel lasciarsi trasformare, nel permettere a un'atmosfera di "sporcarti" i sensi finché non hai finito il viaggio.
Se avessi letto altri tre libri insieme a questo, avrei sentito il profumo di quelle focaccine con la stessa intensità? Io credo di no.