Il peso di avere troppi mondi: perché essere "creativi" non è sempre un pregio

  

C’è questa convinzione del cavolo che avere mille passioni sia una specie di "colpo di fortuna", un superpotere che ti rende la vita facile. La gente pensa che essere creativi sia una passeggiata tutta colori e ispirazione, una roba leggera. Ma la realtà, se ci stai dentro come me, è un’altra storia. E oggi ve lo dico chiaramente perché essere un’artista poliedrica, a volte, fa schifo e fa male.

💣Il caos che ho in testa (e che amo)

Io la mia creatività la amo, sia chiaro. È quella che mi ha fatto scavare in ogni angolo dell’arte: disegno, pittura, scultura... ho fatto di tutto. Mi sono pure messa a studiare tecnica e igiene per fare i tatuaggi, marchiando la pelle dei miei amici per puro piacere. Per anni ho lavorato con la fotografia e la grafica (e prima o poi vi dirò perché ho smesso, anche se mi è costato il cuore). Poi c'è la musica. Compongo, sperimento, butto tutto su Spotify e YouTube. Mi scrivo pure le colonne sonore per i miei libri, perché a volte le parole da sole non ce la fanno a spiegare il casino e il rumore che ho in testa.

💢L’illusione del "clic" e la storia dell’AI

Per la colonna sonora di Black Rose mi mancava il video. Avevo un’immagine precisa in testa e ho usato l’Intelligenza Artificiale per tirarla fuori. C’è chi la schifa a prescindere, ma per me è uno strumento pazzesco se sai come usarlo. Però non venite a dirmi che basta "schiacciare un tasto". Non fatevi fottere: ho passato giorni a scrivere prompt, generare clip di pochi secondi, montare tutto fotogramma dopo fotogramma. È stato un lavoro di una fatica allucinante. Ero felice del risultato? Sì, perché era quello che avevo dentro, ma non è stato un regalo.

😡Il giudizio che mi fa imbestialire

Il punto è che se sai fare "troppe" cose, la gente inizia a guardarti male. Passi dall'essere ammirata al venire giudicata con disprezzo in un secondo. Ti guardano dall’alto in basso e pensano: "Questa non sa che fare della vita", "È un’eterna indecisa", "Inizia tutto e non finisce niente". Sapete che c'è? Questo giudizio fa male, FA MALE DA MORIRE! Perché la gente scambia la mia libertà di esprimermi con l’incertezza.

😪La stronzata del "deve essere un lavoro"

Ed ecco la minchiata più grande: l'idea che ogni passione debba diventare per forza un business. Ma chi l'ha deciso?

  • Se so tatuare, non devo per forza aprire uno studio!

  • Se dipingo, non sono obbligata a finire in una galleria!

  • Se faccio foto, non devo per forza vendere i miei servizi!

  • Se scrivo, lo faccio perché ne ho bisogno, non solo per pubblicare!

Il mio mondo è un insieme di pezzi che sono solo miei e frammenti che decido di dare a voi. Scrivere è il mio sfogo, è aprirvi la porta di casa mia. Quindi, per favore, smettetela di chiedere a chi crea "cosa vuole fare da grande". Lo stiamo già facendo: stiamo vivendo, stiamo esplorando e stiamo cercando di essere noi stessi. E vi assicuro che è il lavoro più pesante del mondo.