Twitch: Ascesa e Caduta di un Impero Digitale.

 


Esistono momenti che ti restano stampati in testa come una cicatrice. Per me, è quella cazzo di clip che mi tengo stretta: fine live, stanchezza a mille, adrenalina pura e, boom, compare quella spunta viola. La Partner di Twitch. Ho pianto come una bambina in diretta, davanti a tutti, perché quel cerchietto non era un giochino: era il riconoscimento di notti insonni, di una community che cresceva ogni giorno e di una passione fottuta per i videogiochi.

Ma oggi, se guardo quel badge, mi sale il vomito. Twitch, la creatura nata nel 2007 da Justin Kan ed Emmett Shear, è morta e sepolta. Quello che era un progetto pazzesco — comprato da Amazon nel 2014 per 970 milioni di dollari — si è trasformato in un ammasso di squallore.

💣L’illusione di 'sta minchia:

All’inizio sembrava una figata. Arrivava gente che cucinava, DJ che spaccavano, gente che dipingeva. Era bello, cazzo. Era condivisione vera. Poi però la medaglia si è ribaltata, e quello che c’è sotto fa schifo.

Un mare di merda: Dal Gaming al Soft-Porn camuffato (e quello allegato è solo un piccolo esempio di ciò che compare appena apro il sito)


Lo squallore "chiama soldi", la piattaforma è crollata in un vortice di bassezza senza fine. Twitch ormai ha perso ogni briciolo di credibilità (per me), e non me ne frega un cazzo se dopo questo articolo mi bannano, (tanto hanno gli occhi ovunque.)

  • Il Gioco d'Azzardo: Streamer venduti che si bruciano i soldi nelle slot online mentre i "donatori" regalano stipendi interi solo per vedere uno che gioca d'azzardo. Ma stiamo scherzando?

  • Gente che dorme: Ma mi spiegate che cazzo di senso ha guardare uno che dorme? La gente paga per guardare uno che russa? Siamo alla frutta, ragazzi. Dove si trova il "contenuto"?

  • L’ASMR porno: Una volta era per rilassarsi, ora vedi 'ste tizie che leccano microfoni facendo versi assurdi, con sospiri e ammiccamenti che servono solo a eccitare i disperati. Ma chiamatelo col suo nome, cazzo!

  • Le Hot Tub Streamer: Questa è la presa per il culo suprema. Ragazze praticamente nude (strette in piccoli costumi), in una piscinetta in camera, che bypassano il ban solo perché tecnicamente non sono nude. Chiacchierano e scrivono i nomi dei "top donatori" su una lavagnetta dietro di loro. È diventato un porno per poveracci mascherato da "chiacchiere".

Sia chiara una cosa, perché non voglio passare per quella che punta il dito moralista: io non ce l'ho con le ragazze che scelgono di fare quei contenuti. Ognuno è libero di vendere quello che vuole e come vuole, e se c'è gente che paga, buon per loro. Il punto non sono loro, il punto è Twitch. Non puoi vendermi una piattaforma come il "tempio del gaming e delle passioni" e poi permettere che diventi una succursale di serie B di altri siti vietati ai minori. Se vuoi fare quel genere di roba, ci sono posti nati apposta, cazzo! Invece, fa finta di non vedere perché quelle live portano numeri e soldi, e intanto mischia tutto nello stesso calderone. È questa ipocrisia che mi manda in bestia: hanno creato un ibrido assurdo che non ha più un'identità, dove chi porta contenuti di qualità deve competere nello stesso spazio con chi usa mezzucci che con la missione originale del sito non c’entrano un beneamato cazzo.

💣La morte dei creator onesti:

La verità è che in questo troiaio di contenuti di merda, chi ci metteva il cuore, chi voleva intrattenere davvero e fare le cose fatte bene, è stato preso a calci in faccia. Il lato "pulito" di Twitch è morto. Punto.

Io mi sono rotta i coglioni. Non potevo più stare in un posto che non riconoscevo più come casa mia. Vedere quella che era la mia passione calpestata da contenuti spazzatura e mezzucci mi ha fatto schifo. Per me Twitch oggi è poco credibile e totalmente allo sbando. Un vero peccato.

Il deputato laburista Alex Sobel, presidente dell'All Party Parliamentary Group on Video Gaming and Esports, mette nel mirino la piattaforma per questa situazione: incoraggerebbe gli streamer a trascorrere una quantità di tempo eccessiva in live, senza fare abbastanza per supportarli.

"La piattaforma ha davvero bisogno di pensare ai suoi meccanismi e cambiare il modello finanziario per proteggere la salute degli streamer. Sono creati per incoraggiarli a rimanere online il più a lungo possibile per mantenere gli spettatori, se cambiassero i meccanismi, potrebbero dare quella spinta necessaria a mutare il modo in cui gli streamer operano per proteggere la loro salute. Questo non è un problema nuovo, la piattaforma ha avuto molto tempo per pensarci - sicuramente ora è il momento di agire".

Il punto è semplice: più trasmetti, più accresci la tua fanbase, più guadagni. Ci vuole costanza, altrimenti perdi pubblico e di conseguenza introiti. Due anni fa Sooshi ha deciso di lasciare il suo lavoro da manager in un ufficio per dedicarsi alla carriera di streamer professionista.

Un passo importante, che l'ha costretta a passare molto tempo a trasmettere in diretta su Twitch: "Ho deciso che dovevo fare 10 ore al giorno tutti i giorni, magari con la domenica libera se ero stanca. Dieci ore al giorno sono tante. Pensi che trascorrerai il resto del tempo lontano dal computer e sarai produttiva ed energica, ma non è così a dire il vero, finisci per ossessionarti con gli altri social che devono essere aggiornati come parte del lavoro".

Le 60 ore di streaming settimanali hanno però avuto un effetto deleterio sul comportamento di Sooshi, che si è trovata a riscontrare ansia, perdita di fiducia e sintomi di agorafobia che l'hanno portata praticamente a non uscire durante il primo anno di attività.